Quale sarà il mio canto?
Gesuino Curreli
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Quale sarà il mio canto
se il caro insetto insonne
non ronzerà sul fiore del perastro,
sui fili d’erba intorno ai mucchi informi
degli scarichi sudici ed immondi?
Quale il mio canto
se non ci sarà più quella mistura
di splendidi ronzii della natura,
e i rigagnoli spenti e nauseabondi?
Sarà la fine allora, e anche la voce
soffocherà nell’afa del peccato
per cui l’uomo, meschino e soprafatto,
avrà inchiodato gli assi della croce,
senza speranza di una redenzione.
Oltre non ci sarà più la ragione
di dare all’anima il candido respiro
di un verso caro a lungo meditato
per battezzare un suono e l’emozione
la si conosca come un corpo al tatto.
Voglio nel nulla che pare incombente
fare il poeta fino all’ora estrema,
come il naufrago che dispera e rema
contro la mareggiata prepotente
finché dura la forza e la speranza
di giungere allo scoglio in lontananza.
Quale sarà il mio canto?
Lasciatemi sentire fortunato,
capace di volare sul mistero
che ci circonda e sopra lo sfacelo
del penoso languire del creato.
Lasciatemi sentire fortunato
o pieno d’illusione, se credete,
finché l’amata fola mi sostiene
sarò poeta umile e poi grato
a chi mi infuse la dolce malia
di intendere l’amore e la poesia.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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