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Introspezione 27 aprile 2012 · lettura 1 min · 2227 letture

Riflessi

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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mi scaldo nei riflessi di vite sconosciute le osservo dal di fuori dalla sponda di fronte distante si desta una fitta mentre un fiume in piena discende dagli altipiani delle mie meraviglie una minuscola mano fra le mani le mie e il cuore diventa una giostra impazzita un’ascesa su vette inesplorate si sgretola impietosa farfalla avvenente depone certezze su corolle di mamma e ancora mi perdo in un ricciolo mielato e sprofondo in un incanto senza tempo ma non atterro aquiloni sospesi sfuggono al controllo nel ciclone d’un fato nemico e tu donna fortunata stretta nell’abbraccio del cosmo attorno il paradiso ti fondi e t’annulli e nei frantumi dei tuoi specchi ti rivedi mentre di te lo nutri d’Immenso ti disseti disincantevole riaprirsi di speranze sotto macerie e sconfitte è un seme disperso nel vento un amante bugiardo uno stallo una nuvola che piove di giorno una mano che oscura una fronte che gronda è adesso
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (1)

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EnzoL27 aprile 2012

la maternità da sempre è culla ancestrale, ogni cosa si fonde, di questo mondo, nel gesto splendente di una madre che allatta il suo bambino, un cerchio perpetuo come solo una donna può concepire, donatrice e generatrice di vita. splendida lirica, sentita