Apri la tua porta
Apri la tua porta,
lascia che entri la notte,
mia compagna delle tarde
ore.
Apri la tua porta,
compagna d'intese senza
parole, senza debito di dover
parlare; fuori resterà l'ieri
e il domani.
Apri la tua porta,
e scompaiano le solitudini
nei silenzi che abbracceremo
assieme, qualunque distanza
ci abbia tenuti lontani.
Apri la tua porta,
e ripeti mille e mille volte
quel Sì che ci toglie dai deserti
percorsi senza una colpa.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
F
Tutte le opere →
L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
S
Sabatina Napolitano7 maggio 2012
la porta della notte, quella dimensione dove entra il tepore dell'amore... e l'ardore... qualunque sia la distanza trascorsa, bellissima...
Silvia De Angelis7 maggio 2012
Un'atmosfera assai particolare in questa serie di magnifici versi, ove la notte interpreta emozioni oltre... che donano ebbrezze di vita... Poesia molto apprezzata
