Il giardino delle rose

Nel giardino delle rose vi era un bimbo assai cortese
dal cancello tinto in verde osservava il mondo imperbe.
Tra le stecche fatte in legno vi era poca prospettiva
ma abbastanza quanto basta per chi ha molta fantasia.
Tra il fogliame delle rose sul terreno accovacciato
costruiva gallerie strade fiumi e poesie.
Il suo sogno era volare oltre quella palizzata
costruiva le sue ali per quell'anelato sogno.
Ma la vita assai impietosa gli strappava via le piume
ma lui era assai paziente non aveva mai premura.
Finché un giorno dal cancello vide entrare un viso dolce
che scrutando tra le foglie gli aprì la porta del cuore.
S'insinuò con fare lieve ed accese un gran dolore
non capiva cosa fosse poi gli dissero:è l'amore.
Fece assai grandi progetti confidando nel futuro
ma l'invidia del destino gli spezzò le congetture.
Ora dentro a quel giardino c'è una casa senza tetto
è rimasta incustodita perché manca il suo architetto.
Non ci sono più le rose ma pilastri abbandonati
si protendono nel cielo a invocare il loro amato.
Solo il vento canta ancora la poesia di quell'amore
a cui non fu mai concesso, di sognare, il permesso.
©
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L'autore
conchita
sono nata un mattino di dicembre all alba dell ultimo giorno dell anno, pioveva a dirotto.un brutto temporale tanto che manco la levatrice voleva venire a casa, perche io son nata in casa, mio padre andò a giustificare la sua assenza dal lavoro per quel giorno(lui faceva i mercati rionali)ma quando tornò ero già nata
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