Vergine
Tu di notte esci dalla fossa
raduni i tuoi cari oggetti e vaghi
l'orologio segna sempre la tua ora
le tue mani pallide straziano l'aria
sento il battito freddo della tua vicinanza
sento il suono del silenzio che suoni
con i tuoi passi al di sopra di ogni superficie.
Quando ti ho succhiato il cazzo
appena sei passata attraverso le mura
non ho sentito altro che dolore
del tuo godermi in bocca, un gran dolore.
Ora siedo disperato nel tuo posto
il tuo nome brilla mia fata sorprendente
il tuo nome brilla e aspetto ancora l'ora.
quando t'ho presa dentro, quando t'ho presa
ti è successo un pianto e ora piove
io che da sempre aspettavo la pioggia
io che sono la fossa...
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