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Amore 16 maggio 2012 · lettura 2 min · 6442 letture

Smemorata

Alma Gjini 264 poesie pubblicate
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Dove sei? Sento sulla pelle il lievitare dei ricordi, ma ora non ho più parole. Non ho più un gesto. Avverto il tuo respiro, il profumo delicato, vivo di un tempo ma il tempo divora le emozioni. Tutto sparisce, si consuma e l'anima in frammenti, come veli di nebbia si dissolve . Ora attraverso strade, dove più niente resta, se non le ombre che si sperdono, sotto altre ombre, sotto altre forme. Mentre danzano una danza fragile le emozioni, un battere lieve e ansimante il cuore inonda. Cerco di respirare l'aria dei trapassati momenti, in cui il tempo tessé la sua tela invaghendosi di noi, ma i tremori fitti degli occhi scavano assetati la pelle per poi dissetarsi sul viso. Dove sei?! Nel delirio ho amato i tuoi silenzi, la tua voce, le tue parole, la tua pelle e il tuo odore. E scorre ostinato il tempo. La vita silente si consuma. Dove sei? In strane parvenze e riflessi della memoria ti adagi. Mi saluti, mi chiami, poi sparisci e mi richiami. Ora il libeccio disperde l'amore, dall'amore immutabile in dolore . Indugiano quieti i ricordi, mi chiedo dove sei? Ma non voglio una risposta, vorrei solo essere smemorata...
#Nuvola#Luna#Temporale#Pioggia#Vento
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Commenti (4)

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Bruno Leopardi17 maggio 2012

Dove sei, quanti si fanno questa domanda e poi e poi restano senza risposta alcuna... Dove sei? Non lo so, non voglio saperlo. (O, a volte è meglio non saperlo). Bella composizione.

In Venere veritas29 maggio 2012

alcuni bei passaggi di greve memoria, intessuti di freschezza e tremori di rugiada e rose. complimenti

Domenico Frustagli30 maggio 2012

Versi profondi intrisi di tristezza. L’autrice rielabora momenti di vita vissuta ripescando nel mare dei ricordi dell’amore. I suoi versi emanano immagini e sensazioni che approdano direttamente al cuore del lettore.

A
Antonio Terracciano22 giugno 2013

Leggo dopo molto tempo dalla pubblicazione questa poesia che ben descrive i tormenti e le inquietudini che arreca un amore perduto. Questo desiderio - ahinoi vano - di rinnovare qualcosa che si è ormai nascosto per sempre nei meandri di un tempo passato ha, secondo me, qualcosa di divino. E' quasi come la pretesa di volere afferrare un Dio per sua natura sfuggente ed inavvicinabile, eppure, come ci viene insegnato, presente "in cielo, in terra e in ogni luogo" . E' questo forse il destino dell'imperfetto genere umano: perdere l'Eden, e passare il resto della vita a rincorrerlo vanamente, abbellendolo ulteriormente!