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Riflessioni 18 maggio 2012 · lettura 1 min · 2800 letture

Era di maggio

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Era di maggio che apristi gli occhi al cielo Era di maggio che dicemmo si senza proclami Era di maggio che cogliemmo i rami per nasconderci agli occhi più severi Era di maggio che sorridevamo al verso delle rane in compagnia Era di maggio che stavi sulla via dove passavo con la cinquecento. Era di maggio e ti facevo il filo spremendo il mio poetico talento. Era di maggio e stemmo tanto insieme fino a vedere il sole reclinare ma poi di colpo è sceso dietro il mare e il cielo ha prosciugato il suo portento. Era di maggio come adesso, e i canti scioglievano le nebbie dei trascorsi, fummo soli a difendere i discorsi di cuore e del destino che comanda. Era di maggio come adesso e allora capimmo cosa sia remare contro i facili giudizi e il rendiconto di regole paesane e di famiglia. Era di maggio e senza meraviglia l’avemmo vinta sui dispari pensieri su cui volammo come gli sparvieri freschi di giovinezza e mille miglia lontani dai cliché dell’altro ieri.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (2)

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Giulia Gabbia19 maggio 2012

Una metafora molto riflessiva dai ricordi sempre vivi celati nella mente e nel cuore ... ottima opera

nessun titolo19 maggio 2012

Era di maggio, adesso come allora e il Poeta cammina a ritroso nel tempo, tornando a far fiorire le emozioni tra i sentieri incorniciati da una struggente, malinconica nostalgia. Ed è la solitudine a raccontare la tristezza del sole che scende di colpo, lasciando un cielo che ha "prosciugato il suo portento".