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Ribellione 20 maggio 2012 · lettura 1 min · 2271 letture

Confini

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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senza preclusioni esplorando isole di sale sole rifrange lusinghe e poi prosciuga d’attese sete di crolli nel bollore di naufraghi incoscienti sfocati i traguardi è arsura di germogli tumulati nel prato sempreverde di scrupoli e rosari da snocciolare in giorni stirati da archi troppo tesi per sostenere equilibri spiumando orli d’avviluppi fatali bevi assenzio e delusione -circoscritte recinzioni asfittiche camere gestazionali tuonano di vuoto nel tuo sguardo incredulo è un urlo lama sottile crudele affonda impietosa sulla tua vita- per non morire sfrega sull’asfalto irridente punti di domanda elisi orfani stracciati dure barre di pietra le tue esigenze si rivestono di parvenze precipitando dentro a un soffio sfiori confini labili che non varchi
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (8)

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Francesco Rossi20 maggio 2012

Una poesia che richiama fortemente il lettore a meditare consapevolmente sulle brutture che ci prendono la vita, purtoppo la ribellione non esce dai confini ma accontentiamoci che gli sfiori e lottiamo perché li superi.

Duilio Martino20 maggio 2012

Fortemente colpito da questi versi profondi e struggenti che penetrano l'anima. Un eterna ricerca, sempre in tensione, un eterno sfiorare senza mai raggiungere il traguardo... BELLISSIMA!

Giovanni Perri20 maggio 2012

Poesia di grande impatto visivo, lucida e insieme evanescente, incisiva e arguta. Si scorge un nucleo di originaria bellezza in quelle assenze e in quei varchi. Forse l'anima più profonda delle cose, la loro bellezza più radicale, risiede li, in quelle zone di confine. Restarvi sospesi è come scrivere versi.

EnzoL20 maggio 2012

- sfocati i traguardi è arsura di germogli tumulati- e wow, potente, forte incisiva... micidiale

Garbofania20 maggio 2012

Siamo abituati o meglio disabituati e volontariamente agli spazi aperti, ai voli liberi. Costretti da subito in recinti e convenzioni crediamo che delimitando spazi ed esistenze saremo al sicuro e ci sentiremo bene. Ma il disagio descritto dall’Autrice è un atto generoso che ci costringe a guardare dentro la nostra tiepida vigliaccheria. La mente e il corpo hanno bisogno dei cambiamenti, di sperimentare, hanno necessità di “osare” strade diverse, e forse meno comode. Grande!

Rita Stanzione20 maggio 2012

Potenza espressiva, ribellione che raggiunge picchi di pura profondità. Prova piaciutssima.

Giacomo Scimonelli21 maggio 2012

notevole verseggiare... un urlo di ribellione ben espresso che trova il massimo splendore nella chiusa...

Jade22 maggio 2012

La ribellione contro le brutture del mondo umano è una moto morale e una fase nel cammino dell’esistenza consapevole. Quando si ha dentro sensibilità e bellezza d’animo, uno degli esiti possibili è quello di capire che il brutto è soprattutto la perdita di sentimento, di valori, della mancanza di relazione con il divino e nonostante ciò sentirsi impotenti.