Denudata

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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un introspezione che a mio avviso si snoda, fa perno su l'incipit quel -risuonano campanelli nelle stanze dei miei ritorni- mi da da pensare ad un ripercorrere un passato, fare salti indietro su se stessi e sugli 'intenti nativi' (scusa l'assonanza ad una mia, ma è quello che mi dice) un rimestare e spolpare finzioni pezzo per pezzo lasciando l'anima scevra dagli orpelli del 'divenire sciagurato' tutte le finzioni che volente o nolente ci si imbrattano addosso... un introspezione profonda che leggo così... non me ne volere se ho toppato molto molto molto apprezzata

