Pausa di vita

E' tempo di ricordi
di vite campestri,
in giochi modesti
con naturalezza vissuti.
Sarà la lontananza
a far magica l'esperienza
del vivere frugale,
dal genuino sapore condito.
L'arricchimento sfrenato,
lo sfarzo più spregiudicato
dell'oggi inseguito,
ci lascia un sapore dolce amaro.
Ramingo l'olfatto appiattito
nell'inquinato agglomerato
e dimenticato i profumi
della madre campagna
a festa vestita.
Lo sguardo più non si perde
in quella scia frizzante,
di tracce volteggianti
nei roteanti caroselli.
Sordi ai richiami della Natura,
melodiosi suoni dispersi
nella folle frenesia,
che propina la nuova era.
Non alziamo più il naso al cielo
per ammirare della luna lo scenario,
ma per seguire
la scia dell'aeroplano.
Sempre più ottusi
schiavi della tecnologia,
in scatolette scattanti
nel marasma di rumori assordanti.
©
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Commenti (3)
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Citarei Loretta Margherita23 maggio 2012
si è perso il valore di godere delle cose essenziali, profondo testo complimenti
Francesco Rossi23 maggio 2012
Il senso della bellezza verseggiato con naturale consapevolezza. ode alla natura nella prima parte della poesia. Chiusa con acume.
Saverio Chiti28 maggio 2012
purtroppo nello scorrere del tempo odierno... si perde il gusto del vivere! ma guai a voltarsi indietro... meglio, molto meglio volger lo sguardo sul futuro! cercando casomai, di renderlo più umano! Apprezzata!

