Lo squarcio del sole
Gesuino Curreli
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Lo squarcio del sole,
ma non oserei cantare “passata è la tempesta”
è “sera al dì di festa”,
è festa comandata, domenica,
sotto il rovescio di acqua benedetta,
e io mi immergo in musiche e parole,
tra il cavalletto e un colpo alla tastiera,
in una piroetta che mi porta
dall’uno all’altro effetto
impazzito di gioia e di mestizia.
Ecco, nel mio difetto
di fare tutto in fretta, l’ingordigia
dell’anima che è paga
quando si sente stanca,
come in questa sera umida e bianca
nascosta al canto della primavera.
Lo squarcio di sole
e l’anima che sveglia la sua piaga,
la lontananza vaga sulla tela,
gli ulivi fino in fondo,
come un soffio giocondo di allegrezza,
poi tutto si propaga, colore e immediatezza,
a mescolarsi in cielo,
nel velo di cobalto e rosa opaco,
di un giorno fermo e stracco,
mentre la radio insiste
a farmi compagnia con sicumera.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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