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Morte 28 maggio 2012 · lettura 3 min · 1237 letture

Non lasciare la mia mano

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Stefania Cirillo 19 poesie pubblicate
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Non lasciare la mia mano, amico mio ora che la strada è una squallida palude. Sotto i miei piedi di terra molle l'abisso mi succhia, non avrò fiato né luce, ma solo fango sugli occhi, braccia aperte come per nuotare e un sasso in bocca per tacere nessun appiglio solo la tue dita. Non lasciarmi cadere nel buio non permettere che si spezzino le mie ossa, la terra comprime e cancella i miei sogni le mie risa, il mio rumore. Ho la tua mano nella mia, come un tralcio legato alla sua vite che si secca e poi cade divorato da vermi affamati che cancelleranno la mia memoria. Intreccia le mie dita, amico mio, come una trama e il suo ordito, come una mangrovia che nasconde la preda, come un muro e il suo ferro spinato che protegge dagli invasori e mi separa dalle belve ruggenti che circondano la mia anima. Oh amico mio! Mi tirano le gambe, sento i loro artigli, mi tirano giù, qualcuno è affamato. Laggiù strapperanno la mia pelle per coprirsi, banchetteranno con la mia carne, lasceranno gli avanzi ai demoni che leccheranno le mie ossa come cani. Salvami amico mio, non lasciare la mia mano. Sarò il pasto dell'insaziabile si puliranno i denti con il mio femore brinderanno con il mio sangue e dormiranno con la nenia delle mie grida in eterno. Triteranno il mio sorriso per farne una collana di denti, la legheranno al collo della morte per spezzare il suo lutto. I miei occhi brilleranno incastonati nella sua corona come diamanti. Afferrami fratello mio, tienimi forte. Non dimenticarti del pane spezzato insieme e del vino bevuto all’ombra dei salici nella terra dei nostri padri. E la promessa di camminare spalla a spalla poiché fratelli di seno della stessa balia, lavati nelle stesse acque dalle nostre madri. Oh fratello mio! Salvami! Poiché salveresti anche te! Tu non sai, ma cercheranno d’ inghiottirti. Infangheranno i tuoi occhi e sigilleranno la tua bocca con il fuoco per non mescere le tue urla con le mie affinché tu non invochi il mio nome da martire. E ti legheranno al trono dell'Ade per strappare il tuo cuore e ballarci sopra, sulla mia pelle. Non lasciare la mia mano amico mio, salvati! Il peso dei miei affanni mi schiaccia e mi sprofonda, il fardello che porto è grave. Non vedo più la luce e così va via la tua ombra. È buio ora, ho paura. Io sento scivolare le mie dita, non sento più la tua forte mano. Tu mi lasci cadere fratello mio, amico mio! Salvami! Salvati! Non sento la tua forza. La terra schiaccia il mio petto. Ti stai allontanando... Sei lontano... Sto precipitando... Io vado giù. Sempre più giù… Più giù… Più giù… Più giù
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