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Riflessioni 28 maggio 2012 · lettura 1 min · 1229 letture

Nottata

G
Giancarlo Fiaschi 775 poesie pubblicate
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Silenzio che protegge storie e vita: sofferti e sgomenti attimi di umano degrado, alba incerta che coglie al varco nel quotidiano, pulsante incedere di declino. Ovattato notturno destato da suoni e luci di richiamo, via vai ordinato di infermieri verso il malato, in rantoli colti a volo mi sento piccolo e solo. Preso dal vortice del degrado vedo meschine le mie tribolazioni, di fronte a improvvisi e ripetuti stenti in volti sempre più spenti, offuscar di sogni dispersi in tesa penombra... or si attenua la roca voce sgomenta in questo silenzio malato e fra gemiti accennati, un peto.
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La nottata... essere lì ad assistere chi ha bisogno, in quei frangenti ci si accorge qual'è l'unica ricchezza... vera... della vita. Per un attimo il nostro egoismo vacilla... poi sopraggiunge l'alba...11 gennaio 2013
G
L'autore
Giancarlo Fiaschi
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Commenti (4)

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C

una riflessione che condivido, a volte persone si lamentano in eccesso per piccoli dolori che sono facezie rispetto a chi ha problemi seri, quali la malattia.

Sara Acireale29 maggio 2012

Condivido il pensiero dell'autore... A volte ci lamentiamo per inezie, piccoli malesseri senza capire che ci sono persone che soffrono veramente per malattie gravi, a volte anche incurabili... Dovremo ringraziare Dio ed essere solidali con chi soffre e fare qualcosa di concreto per alleviare la loro sofferenza...

Saverio Chiti29 maggio 2012

Scorre lenta la nottata di chi soffre… Ma ancor più lenta è quella di chi inerme, può solo vedere la vita scorrergli davanti! E non si sa come intervenire… per porre fine al defluire di immagini e amare sensazioni. Per ritrovare uno scopo nel domani, per credere che a tutto ci sia rimedio. A volte questa vita… è un assedio! Allora serve arroccarsi su solide mura, per poi dare sicurezza a chi ci abita accanto! In ogni nottata c’è il momento della ragione… basta saper coglierne il senso! Molto apprezzata!

Giacomo Scimonelli30 maggio 2012

quando leggo versi simili mi vergogno tantissimo per i dolori cui mi riferisco quando scrivo... in effetti veri dolori sono quelli descritti in maniera profonda dall'Autore...