Velenifico sentire
Elena Poldan
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bevo giorni alla mirra
nebbia grigia
che dilaga
in arterie
vuote
calpesto amore
che diventa fango
sono
arida pietra
che non duole
-muore-
ti sento
inciampare
fra ostacoli di cuore
labirinti
e dispersione
-sepolta dal dolore
è abisso da sfamare
questo giorno
che m’assale
digrignando
m’appresto a sfidare
con lance e spade
dietro scudi di livore
straniera al sole
vampira letale
e un sorriso
da ostentare
per raggirare
strappi e letame-
osserva il mio falò
in questo rito infernale
cerchio chiude sacramento
svuota ogni giuramento
è danza tribale
attorno al mio baccanale
fra spire di male
nella notte
senza luna
ululati da accordare
e pipistrelli senza sole
denti di iene
artigli di streghe
velenifico calice
da offrire
agli avventori
del mio cuore
esasperato
imploso
furore
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (1)
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EnzoL3 giugno 2012
osserva il mio falò in questo rito infernale cerchio chiude sacramento svuota ogni giuramento . mi permetto di sottolineare questo passaggio che a mio modesto modo di vedere spicca su tutto il resto e fa perno alla lirica. notevole spessore evocativo una bella ribellione

