Sabbia di ritorno

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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particolare questo scivolare su questo marmo freddo della via come polvere leggera, staccata dal suo corpo che muta, si trasforma ed incanta per poi infine ritornare indietro su quel marmo freddo e doloroso... molto bella
Ho sentito un incedere dondolante, ne ho percepito il ritmo incerto, che rassomiglia un po' ad un rollio... forse corrisponde al vagare scomposto... che si ha dopo uno stordimento, o dopo il sonno... Musica e immagine perfette...
Mi convolge la musicalità del movimento veloce e fiero che percepisco. Eleganza non faziosa. La "rubo"
Voler riavvolgere la pellicola correggendo piccoli particolari, capovolgendo la scena. Giocare a scomporre il tempo, piccola fuga dal proprio corpo e poi un giro fuori compiendo a caso e senza senso tipici gesti di riflesso... di chi si è stancato di "portarsi"... Creare un piccolo disordinato caos e poi ritornare dentro (al sicuro)...


