Quando ti levi
Gesuino Curreli
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Quando ti levi dai notturni spazi
e del tuo lume dai i lampi ridenti
cali negli emisferi i vivi intenti
di forze bellicose, amore, e strazi.
E il mattino si leva dopo il velo
ch’è rimasto fin qui a tenere basso
il calore e la luce sul compasso
del cerchio disegnato sotto il cielo.
E io nel centro, sbigottito, al passo
che muovo fra gli sterpi ed i canali
cerco benedizioni ed i segnali
che svelino il perché di ogni trapasso,
scritto da sempre nei destini astrali .
E nel mattino il soffio della notte
é fermo ancora in mezzo al grumo verde
sparso sulla collina, e poi si perde
per strade bianche e per antiche rotte.
Quanto ti amai, notturna amante chiara,
dentro l’oscurità che mi avvolgeva,
con una metamorfosi longeva
fino al risveglio che ora ci separa.
Quanto ti amai nel buio della sera!
Oggi mi perdo nel mattino azzurro,
al bisbiglio di passeri e al sussurro
della notte che va, e non si dispera,
ad ascoltare preci di altri amanti.
La notte fu molesta e non per sogni
ché gli incubi si vivono da svegli,
per i pensieri di cui ci si vergogni,
come la castità violata nei germogli.
Accoglimi nell’umida rugiada,
mattino, e non emettere sentenza,
questa fragilità della coscienza
fa tribolante e amata la mia strada.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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