E il tango
Gesuino Curreli
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e il tango si fa amico e la penombra,
ai sussulti canori di Gardel,
non toglie il velo del meriggio e sembra
il fiato sospeso di chi sta alla posta
in attesa che passi una canzone.
Il fiato di chi attende una risposta,
l’occhio perso nell’attimo presente,
avvolto in un lirismo senza sosta,
narcotizzato fra le cose spente
da cui, per malattia, non ci si scosta.
Ecco, e fu proprio quella,
come la malinconica canzone,
e il broncio si dispiega in un sorriso,
e le sue labbra perdono la smorfia,
dopo l’ “Adios Muchachos”
come l’abbraccio e il passo che comanda
la gamba sulla gamba
e il seno stretto d’ impeto e il casché.
Oh Gardel, oh Carlos Gardel,
frusta con il ritmo e trattieni
quel pizzico che ferma il tempo e sta
come il meriggio triste che non sa
se piangere d’amore quando vieni
a battere le rotte dei miei voli.
Il bilico nell’attimo che scioglie
il passo a continuare sul parquet,
la stretta al cuore quando ci consoli
la musica che è fatta di perché.
.
Oh Gardel, oh Carlos Gardel!
Caminito que el tiempo ha borrado,
que juntos un día nos viste pasar,
he venido por última vez,
he venido a contarte mi mal.
E ti guardo per dove passammo,
caminito, altre volte e non più.
-Caminito, Gardel, caminito,
cantami caminito, come sai fare tu! -
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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