E le stelle
Gesuino Curreli
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… e le stelle mi narrano il domani,
lucenti come foglie di lamiera,
quando vibra sui tetti già la sera
e la mia vecchia giunge le sue mani.
… e le stelle per un consunto canto
che pare di altri tempi e non intona
la sua bisunta rima con la Nona,
però accompagna a meraviglia il pianto.
…e le stelle lassù con l’aria intensa,
come gli occhi pensosi di chi spera,
che aggiungono il mistero dell’immensa,
buia profondità, triste ed austera.
…e le stelle, da vette luccicanti,
mi dicono l’incerto che trasuda
dal domani per anime sognanti,
e la fragilità povera e ignuda
d’intimoriti e frettolosi amanti.
…e le stelle, le stelle son lontane
perché ascoltino lo stantio lamento!
Potessi farvi giungere un frammento
di confessione per le cose vane,
avrei chiesto un benigno ammonimento
in luogo di condanne ingiuste e amare.
“…e le stelle che stanno lì a guardare”
avranno infine astrale comprensione
per questa umanità e per l’emozione
di un poeta che sta, solo a vagare
per sogni e per propositi d’amore,
con il dolore che vuol sublimare.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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