Caso mai
Gesuino Curreli
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Caso mai passassi nel sentiero,
o luna, che dai lecci va al calcare,
dove mi hai visto spesso navigare
come un aliante o come uno sparviero,
ebbene lì soffermati a guardare
la guglia del massiccio alto e severo.
Per lì passammo, e fu la primavera
che regalò per noi l’ultima neve,
lei camminava col suo passo lieve
ed io col cruccio di chi già dispera.
E quel mattino tacquero gli astori
perché si udisse il mio pianto accorato
levarsi fra le luci ed i bagliori
del cielo a tratti terso e immacolato.
Stettero fermi i timidi mufloni
e i venti si fermarono alle fronde
dei maestosi giganti e sulle sponde
dei ripidi e profondi canaloni.
…caso mai
volgessi al cielo, che ci vide insieme
per un’ultima volta, una domanda,
chiedi perché la sorte ci comanda
e poi ci toglie dalle mani il seme
che intendevamo mettere a dimora
nel solco della vita quando sbanda.
E poi si sta, caduta la speranza,
col gesto per la semina mai fatta,
le braccia aperte, incredula la faccia,
perdenti con chi dice pari e patta.
Caso mai facessi le stazioni,
fino al cantuccio del Cristo che piange,
appeso alla sua croce, ove s’ infrange
la tramontana di fredde stagioni,
lì torneranno gli echi di una sera
disperata e di un’intima preghiera.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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