IWAITO nella campana di vetro
Là dove cantano i galli,
nella sua terra natia
si narra ancora oggi
di una lontana, nel tempo, storia
IWAITO il suo nome
che con la canapa tesse una stoffa
per una gonna, per un colletto
colore del mare
da sfoggiare
sulla sua veste di lino
La chioma discinta
lo sguardo lascivo
nudi i piedi
uscita dalla sua campana di vetro
La fanciulla incedeva
ben presto non più guardinga
di broccato avvolta
com'era bella!...
Il volto splendeva
come un astro di luna
al plenilunio
il sorriso
era un fiore dischiuso
Dietro a lei allora corsero gli uomini
e a lei d'attorno si affolaron
come farfalle estive
dal fuoco attirate
come navi al porto vicine
il quando e il come ella comprese
non mi è noto
ma mi e facile capire
quanto meschini gli uomini
possano apparire
ella si lancio un mattino
nel burrascoso estuario
fu il suo corpo trovato,
Là:
dove il mare e il fiume si scontrano
questo e quel che accadde in un tempo lontano
pur mi viene oggi di pensar
d'aver incontrato la fanciulla
non più tardi di ieri.
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L'autore
arnaldo sardo
cose da tempo chiuse dentro la mia memoria. cose inventate dal cuore, cose nude tutte possedute, in relazione a volte con le mie lacrime, sentire il possesso di parole,ritmo, sempre o quasi sempre vissute.
Commenti (1)
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Guevara18 giugno 2012
Non ti curare del numero dei commenti, è tutto un teatrino... scrivi quello che hai dentro, che senti veramente, non cercare mai di soddisfare esigenze altrui, in fondo, attraverso la scrittura, cerchiamo noi stessi e sicuramente lo stai facendo bene.
