Sei agora que dios

Solo in riva al mare
questa notte so che Dio cammina sulle onde
Viene sull'ultima onda luce nella spuma
è un riflesso, fulgore incandescenza
Se pesco in questo mare è per cercarlo
se lancio la lenza è per vedere se lo pesco
quando tiro a riva un pesce io mi illudo di pescare Dio
Ed è con lui che parlo di fronte al mare
lui è il sasso, l'alga il vento di brezza
la nuvola che copre lenta la luna
Lui è la mia disperazione e la mia comunione
l'ultima stella che ancora si vede
il muggine che salta
Lui è il granello di sabbia che rimane nella mano
l'oscurità della notte che fugge
il finito e l'infinito
Va nella corrente mi scorre nel sangue
non so che nome dargli
dico solo Dio
Questo mio pescare è il mio parlare con Dio o con nessuno
di preghiera non so se non domande
o silenzi o gesti o stare...
La mia notte a mani giunte di fronte al mare
©
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L'autore
arnaldo sardo
cose da tempo chiuse dentro la mia memoria. cose inventate dal cuore, cose nude tutte possedute, in relazione a volte con le mie lacrime, sentire il possesso di parole,ritmo, sempre o quasi sempre vissute.
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