Xxv novembre dolore di donna

Non mi bruciano dentro: le sue mani non volute su di me.
ne mi bruciano le ossa, ne mi brucia la pelle.
Quel che mi consuma dentro, è,il mio intimo violato,
la superficie dell'anima privata
dal rivestimento delle emozioni.
Immagino: come se potessi un domani lontano
di nuovo avere l'anima, se la avvolgessero i sentimenti,
o se un freddo d'acqua vi corresse dentro
come il fiume d'inverno, o se il raggio di un caldo sole
desse di nuovo luce ai miei occhi
L'anima si difenderebbe dalla calce dell'infamia.
Scura, oscura, impura
come liberarmi da quel ricordo
in quale pattumiera potrò gettarlo
sperando che il corpo con essa ...
Si liberi, finalmente della sua scomoda presenza?
Ma no;... Devo soffrire il suo fuoco blando, la lenta sequenza
del ricordo che acquista forma, quando cerco di scordare
e, mi siedo, mentre mastico una pastiglia
perché tutto scompaia
trattenendo il respiro
nel timore che, alla fine il silenzio si rompa.
©
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L'autore
arnaldo sardo
cose da tempo chiuse dentro la mia memoria. cose inventate dal cuore, cose nude tutte possedute, in relazione a volte con le mie lacrime, sentire il possesso di parole,ritmo, sempre o quasi sempre vissute.
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