Il Signor P
Massiccio,
arriva titanico,
spavaldo,
metodico,
picchia con la delicatezza
di un mortaio in una cristalleria.
Mangia da cafone
sulla tavola imbandita
lasciando le briciole al pavimento
mentre invoca,
un presunto dio bestemmiando.
La faccia color mattone antico,
sopracciglia folte e il viso scuro
ma volontariamente nascosto
da un vecchio cappello nero,
ormai infeltrito,
di scarsa manifattura.
Cammina zoppicando
a passo sostenuto,
non si gira mai,
non gli interessa cosa c'è alle sue spalle.
calza vecchi scarponi da villano,
vacillanti di cenere,
spegne candele
e alimenta roghi.
Non urla,
sussurra a voce roca,
rompe i silenzi,
crea eclissi.
Per timore,
tutti salutano con rispetto,
il Signor Passato.
©
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