Verdi fanciullesche emozioni
Quando irato scendevi la collina
a grandi passi, cavalcavi un barbaro
destriero sopra l'erbe e le margherite
dei prati, torvo dell'ira avversa
al mondo e ai suoi vassalli.
Ma c'era un ruscello
di suoni gorgeggianti, cristallini
tra rocce fulve, qua e là con
verdi manti, e si serenava
l'ira tra gorghi argentei, minuti
come bolle di sapone trasparenti
all'aria del balcone (ch'era una torre),
quello delle rose rosse e bianche.
Da lì guardavi i tramonti
cavalcati dal sole calante e principiavi
a sognare i capelli biondi di colei
che con bellezza passava sotto
la tua fronte, cantando canzoni
caste e dolci per rapirti coi sogni
dei cavalieri delle tavole rotonde.
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (1)
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Danielinagranata23 giugno 2012
versi dolci ...un ritmo calmo, tenerezza ...,velata malinconia... bella.
