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Fantasia 1 luglio 2012 · lettura 2 min · 1451 letture

Quel dubbio sibilato

Emanuele Strada 143 poesie pubblicate
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Conobbi me stesso, oltre il confine del divieto. Traducendo il senso, interpretando il modo, conquistai la mia mortalità. Disobbedìì per passione, per poter piangere del mio male, scegliendo compassione e lacrime per le mie zolle, per esser nel mio mondo il frutto più succoso. Divisi me da Dio nel patto più importante agendo per compiacerlo, oggetto nel suo gioco. Decisi di dover scegliere tra giusto e sbagliato dettando alle mie voglie l'elenco dei piaceri, mi scelsi come uomo. Volli conoscere questa fu la colpa, ascoltando la mia donna col frutto tra le mani. Sbagliammo forse entrambi a dare il primo morso, gustandone la polpa, sentendone l'ebrezza e in bocca quel sapore. Pensai a quella serpe e a quel che ha generato, ringraziando ogni giorno del frutto del peccato. Non credo a essere onesti che ci abbia così tentato; in me la goccia pronta stillava da una crepa della mia argilla asciutta, del corpo che rappresenta la turpe e insana voglia superbia in me, dannato. Assaggiai la consapevolezza di essere solo e nudo, indegno e sconfitto nell'orgoglio malformato. La paura e la vergogna mi colsero di colpo, imputai alla mia donna le angosce che provavo; anch'ella menzoniera "la serpe mi ha tentato". Amante moglie e donna madre dei miei figli attendo ora io i miei frutti dalla terra mia nemica. Aspra conseguenza del gesto scellerato la fisica mia morte la rottura con il creato. Fallita un'alleanza, punizione riconciliata, di un Dio e del suo gioco; il prezzo di quella mela addentata.
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L'autore
Emanuele Strada

Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.

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