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Sociale 2 luglio 2012 · lettura 2 min · 1301 letture

Emilia voltata a guardare lontano

Emanuele Strada 143 poesie pubblicate
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La terra trema al di sotto dell'amore degli uomini, si agita la coscienza nel bollore delle vene, il mondo, la vita così come la conosco, non esiste in quest'alba dai contorni tremolanti. L'angoscia oscilla, senza cardini né riferimenti, vacilla la fiducia, nel tempo e nel luogo, falciando dalle piazze le vite degli uomini, si abbattono mattoni, lingotti della storia. Perché e quanto ancora? Si cercano risposte, tra macerie sudate, tra polveri e disgrazie. All'uomo e al destino si consegna la staffetta, dell'eterna rinascita, dopo il crollo omicida. Non chiedono a palmi aperti gocce d'elemosina, ma stringersi di mani, per avvicinare i fratelli, di un posto dove lo schiaffo ha lasciato il suo stampo; intrecci di braccia per riallacciare il futuro. La forza e la fiducia rischiarano il domani, di un popolo mai stanco, di contadini sani, di gente che ha le palle cocciuti come il pane, silenziosi come preghiere espresse nella notte, guardando solo il cielo per non sentir la terra, traditrice, sorellastra, quel mondo ormai lontano. Beffato dal destino non piango, rifiuterò di farlo; abbraccerò quel suolo per trattenerlo insieme, per dare ai miei fratelli vite più serene.
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In memoria delle vite inghiottite dalla terra.

L'autore
Emanuele Strada

Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.

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Commenti (1)

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Lidia Filippi21 luglio 2012

Poesia molto bella e disperata. Il pianto dell'anima ferita di un popolo che mai si rassegna e accetta... Per ricominciare. Quanto dolore esprimono questi versi! Davvero molto sentita