Una semplice spiaggia

Mi trovo qui sdraiato,
giocando con la sabbia tra le dita,
ancora umida e fresca,
come la notte che stà fuggendo
Un uccello e volato via dagli arbusti
il suo canto è come un paradosso
nell'assurdo di questo cielo in cui spunta il sole
Lo spazio si riduce accorgendomi dei limiti,
che ogni ciclo dell'anno impone alla vita
Dapprima, la notte serra lo spirito,
che si concentra nell'assenza d'orizzonte
nonostante gli occhi fissino le stelle;
Poi, un rapido sorriso evoca il mattino
e forse oggi uno splendido sole,
che intravedo affacciarsi dai bordi delle nuvole.
Poi tra pochi mesi un altro inverno,
i rami di nuovo spogli dell'albero della vita
che esigono l'oscuro abbraccio della fine;
Però ho le mie dita, che trovando la sabbia calda
con quella sensazione di calore
che emana dal mezzogiorno,
mi invitano a seguire il volo di quel uccello,
e mi precipito, con lui,
al largo sulla spuma delle onde
ove un riflesso di sole si confonde
con il dorso di un pesce.
©
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L'autore
arnaldo sardo
cose da tempo chiuse dentro la mia memoria. cose inventate dal cuore, cose nude tutte possedute, in relazione a volte con le mie lacrime, sentire il possesso di parole,ritmo, sempre o quasi sempre vissute.
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