Il nome che non so dire
La canicola di luglio s'aggroviglia
intorno al mio coraggio che s'intorce
mi fermo levo il guardo e mi bisbiglia
quello spettro che si oppone alla mia croce
Chiudo il monito che sfuma e brucia appena
avviluppato da un miraggio di letizia
dietro il banco agli occhi tuoi di saracena
sfugge un sorriso a onor della tua grazia
Il tempo fluttua senza concepire
ti osservo ridere vivere essere
non un sogno in chi manca dell'ardire
di chiudere gli occhi può rinascere
D'un tratto lesta come un nubifragio
scivoli in silenzio porgendomi un fiore
ti contemplo dal mio pavido disagio
celar l'imbarazzo dietro al tuo candore
Come mani che si incrociano nel sole
tra gli auguri in un dì da ricordare
giocano e ridono le nostre parole
nemmeno il tuo nome
ed è ora d'andare
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!