Povera Italia

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ANche io coltivo la tua stessa speranza, ma nulla nasce dal nulla, la rivolta di un popolo costa sacrifici, lotta, e non potranno mai i nostri occhi " vedere la disfatta di questa società malsana" se non sarempo noi per primi a cercare a scendere in piazza, in tutte le piazza d'Italia, tutti i giorni, e rimanerci fino a notte, in maniera pacifica. Dovremmo rinunciare alle ferie, ad andare al mare, alle partite di calcio, a scrivere e a leggere poesie. Dovremmo solo urlare in tutte le piazze. Dovremmo essere così tanti da non far bastare le forze dell'ordine. Solo la fame risveglia le coscienze e ancora non ci siamo arrivati.
Dobbiamo scendere in piazza (in tutte le piazze) prima ancora che ci riducano alla fame... Hanno mangiato la carne e adesso vogliono spolpare l'osso e intanto stiamo diventando un paese da terzo mondo con i poveri che diventano sempre più poveri e i PAPERONI gonfiano sempre più il loro LAUTO portafoglio... Le leggi che vengono varate sono un abominio perché riducono all'osso lo stato sociale e nessuno fa pagare MAI quello che spetterebbe a chi ha portato l'Italia alla deriva... RIBELLIAMOCI...
Poesia alla quale si addice un commento che ho appena fatto ad un'altra poesia che trattava stesse problematiche: Una rappresentazione della realtà, frutto di un pressapochismo che ha sempre caratterizzato la nostra dirigenza e classe politica, selezionata sempre da gruppi di potere e frutto di nepotismo, dove l'unico interesse era il loro... La cosa ora si amplifica, la globalizzazione ora richiede chiarezza nelle idee e sicure strategie per la sopravvivenza... determinazione... capacità... cose che ormai non possiamo più costruirci... non c'è più tempo ne competenza per impostarle, siamo solamente destinati ad andare alla "deriva".Eravamo, siamo e sempre saremo l'italietta cialtrona e levantina, i fatti lo confermano. Piaciuta e condivisa

