Equilibrismo di un'armonia
Emanuele Strada
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Ospite di me stesso
ubriaco d'idee illusorie
disintegro la simmetria
per creare il vuoto nero;
traghetto per la pazzia.
Squilibrio embrionale
per un errore di misurazione
nel discernimento libero,
oltre il bene e il male
passare i pregiudizi
per abbandonare
un'ottica deforme.
Accozzaglia di suoni
di un musico senza armonia.
Pesi equamente bilanciati
eternamente distanti da me.
Criterio da sempre inquinato
dai giudizi del troppo,
il poco e l'adatto.
Io
solo un uomo
oggi,
qui non più
lucido.
In preda alla Natura euritmica;
sempre instabile
divorato nel tempo
l'armonia,
un dualismo
di una ferita non conforme
al comune senso
di vita.
Anima lavorata
dal linguaggio e dalla cultura,
sono l'unico animale
ammalato sul pianeta
provo a compensarmi
in una forte convinzione,
gonfio palloncini d' idee
da rigattiere.
La bilancia,
difettosa mi consuma come candela
bruciata da ambo i lati.
Tornerò ad essere
piu o meno lucido,
piu o meno sereno,
piu o meno contento,
più o meno equilibrato.
Oltre le verità conosciute,
di pallidi amori,
storie sacre e profane,
le convinzioni dei padri,
il coraggio di seppellire
ora inventare la parola nuova.
Ho fallito rivoluzioni
ho cercato di rinnegare la storia
ma la misura
è sempre stata madida d'ironica sconfitta.
Nell'alto delle decisioni,
lo sguardo oltre i confini.
Per contemplare
un uomo
un popolo
l'umanità,
poi l'universo,
forse soltanto allora
potrò acquietare l’affanno
e potrò
imparare a non bramare più;
l'equilibrio nell’infinito.
Cellule di un Corpo più vasto,
per il quale
un occhio che si spegne,
uno che si accende,
non sfiorano per nulla
la sua
totale
Armonia.
©
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
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