Inno al sole
Gesuino Curreli
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E il sole, alto, mi scalda sulla rena
in mezzo ai sassi neri di levante,
nella giornata limpida il sestante
mi segnerà la rotta più serena.
Ma non sarò poeta e neanche santo
senza la forza giusta per lenire
le ferite dell’anima e salire
le scale che non sappiano di pianto.
Nella miseria e nel fragile stato,
dentro il peccato che non so fuggire
ritaglio coordinate per mentire
a chi voglia descrivermi scontato.
Al sole, si, do il corpo mio prostrato,
ed apro senza remore il mio cuore
perché mi bagni prima di sudore
e mi unga poi con l’oro se ho sbagliato.
Io, peccatore, al suo raggio dorato
chiederò la morfina del pensiero
per arrivare fino a quel veliero
che all’orizzonte scivola, beato.
Per disegnare il giorno ch’è passato,
più vivo e colorito del presente,
con il quale combatto da perdente
e mi rifugio in tutto ciò ch’è stato.
Ma non avrò bisogno di clemenza
nel bagliore del canto mattiniero
di questo giorno. Sono menzognero,
e mi affido alla cosmica sapienza
che mi fece animale e prigioniero
di voglie e vizi e forse di virtù.
E al sole scandirò cos’amo dire,
dei luoghi che hanno pace per gli affanni,
dei sogni irraggiungibili, e dei danni
se infine anche il dolore non c’è più.
Sono peccato e carne e nostalgia,
sono fragilità, pietra vivente,
e chino il capo al sole, riverente,
che posa su di me la mano pia...
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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