Inno alla pioggia
Gesuino Curreli
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Appare grigia come un gran piccione,
e arriva e dà il respiro dell’autunno
la pioggia tanto attesa. Che emozione!
E scroscia e monda i tetti ed assottiglia
la voglia dell’estate,
che pure infonde luce ed assomiglia
a una madre prolifica e clemente.
Perché il caldo sfinisce e neanche il ragno
si ferma nello spigolo a guardare
il mio silenzio rotto e ogni penare
del mondo genuflesso e penitente.
O buona pioggia, come non pensare
al tempo già trascorso e alla stagione
che ci bagnava con il solleone
degli amori impossibili da amare? !.
Cade lo scroscio sulla strada, fugge
il bassotto sorpreso, e il ticchettio
sale sulla finestra col restio
motivo che ha vergogna di intonare.
Oh pioggia buona, inonda del tuo mare
l’arsura e fai leggeri suffumigi
movendo l’aspersorio in cieli grigi
ebbri di incensi nuovi e naturali.
E io mi muoverò con i miei mali
dentro i tuoi sacri templi verso i puri
soffi d’eterno, vinti i segni oscuri
che fanno i giorni semplici banali.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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Marina Pacifici24 luglio 2012
"Scende in gentile benedizione dal cielo" così Shakespeare rendeva metafora poetica della pioggia. Ed in questa lirica l'Autore offre immagini quali l'aspersorio e gli incensi, tese a sottolineare una sacralità ed una "Purificatio" della pioggia che in argentea carezza vien giù dal cielo, in tregua fugace dal dolore e dal disincanto. Ed il pensiero del Poeta vola sulle ali del ricordo ad altre estati a lontani amori, a perduti giorni, ma il ticchettio della pioggia lo richiama alla realtà quotidiana ed agli affanni di tutti i giorni. Al Poeta!

