Viens!
Jeannine Gérard
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+ Segui

Prise par une irrésistible envie de fuir
ce monde grotesque, ses mensonges,
ses enrubannes et ses illusions
je rêve d’aller là,
où le vent soupire de merveille
et d’amour atteint.
Là, où la nature est si belle,
la nitescence si crue et pure.
Là, où l’extravagance n’a pas cours,
et où tout est contraste.
Pinceau à la main,
je me laisse bercer par la fantaisie...
Le lieu est imbattable,
invitant.
Une source jaillit!
Ses eaux luttent
à la stupéfaction des rocs.
Elles s’entremêlent et se chamaillent
avant de se laisser engloutir
dans de savants abîmes éblouis.
Et mon cœur cherche de quel mot
t'appeler le plus tendre
pour partager l’émoi.
Rêve!
Tout simplement.
Oui, c’est comme ça
que je t’appellerai dorénavant.
Viens mon Rêve!
On fantasmera, on s’oubliera,
on oubliera tout ici,
loin de la race humaine,
aveugle, sourde et vaniteuse.
Hypocrite,
elle farde tous ses émois.
Et moi je t’aimerai,
baiserai tes yeux,
presserai tes lèvres et,
noyée
dans une mer de miel,
je veillerai à ranimer ton corps
engourdi par l’heure!
Ne dis pas non
Rêve cruel.
Viens là,
où jamais les vents ni l’orage
n'ont troublé la paix des lieux.
L’œuvre terminée,
je referme les yeux sur moi.
Je suis à toi.
.
.
Vieni!
.
Presa da un'irresistibile voglia di fuggire
questo mondo grottesco, le sue menzogne,
i suoi infiocchettamenti e le sue illusioni,
sogno di andare là,
dove il vento sospira di meraviglia
e d'amor colpito.
Là, dove la natura è così bella,
la nitidezza così cruda e pura.
Là, dove la stravaganza non ha corso,
e dove tutto è contrasto...
Pennello alla mano
mi lascio cullare dalla fantasia...
Il luogo è imbattibile,
invitante.
Una sorgente zampilla!
Le sue acque lottano
tra lo sbigotamente delle rocce.
Si agrovigliano ed accapigliano
prima di lasciarsi inghiotire
da sapienti abissi innamorati.
E il mio cuore cerca come chiamarti
per condividere il turbamento.
Sogno!
Semplicemente.
Si, è così che ti chiamerò
d'ora in poi.
Vieni, mio Sogno!
Fantasticheremo, ci dimenticheremo,
dimenticheremo tutto qui,
lontano dalla razza umana,
cieca, sorda e vanitosa.
Ipocrita,
trucca tutti i suoi turbamenti.
E io ti amerò,
bacerò i tuoi occhi,
premerò le tue labbra e,
annegata
in un mare di miele,
veglierò
a rianimare il tuo corpo
intorpidito dall'ora!
Non dire no,
Sogno crudele.
Vieni là,
dove mai i venti né la tempesta
hanno turbato la pace dei luoghi.
L’opera terminata,
richiudo gli occhi su di me.
Sono tua.
©
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L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (2)
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Angelo Ricotta24 luglio 2012
Tutto all'insegna della bellezza! Bello il tuo acquerello, bella la poesia, bella la musica di accompagnamento.
maria bizzocchi26 luglio 2012
il tuo è un magico sogno dove nessuno si vorrebbe risvegliare


