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Riflessioni 31 luglio 2012 · lettura 2 min · 2790 letture

E infine rimarrò

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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E infine rimarrò calmo nel nulla dopo che ho regalato alla speranza canzoni e l’eco della lontananza che spegne la parola sulla culla in cui avrà i vagiti un’altra sera. Da lì ricorderò l’umida stanza in cui ti feci mia “nemmancu a brulla”.* Ma non rinuncerò a quel sacro male che fa vagare l’anima spezzata sui monti ove si sogna e sul crinale da dove muove il volo ogni folata di smarrimento dolce e verginale. Poco saprò per dove andranno i versi, starò con loro, dopo il parto amaro, e come soma, io, da buon somaro, li porterò per sensi controversi. Farò nel saliscendi delle spire, dentro i canali di buona follia, da guardia alla smarrita anima mia che non confesserà mai le sue mire. E lei sarà mia figlia naturale senza madre perché a nessuna diedi il seme sacro consumato in piedi in orgasmi dall’empito fatale. O figlia, tu sei madre a cui confesso l’ignoto che mi fa padre e anche figlio nel torbido dissesto del consiglio a cui non seppi stare più dappresso, persa la castità del bianco giglio.
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* = neanche per scherzo; proprio per niente!

L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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