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Uomini 5 agosto 2012 · lettura 3 min · 1570 letture

Il ciclista contento

Emanuele Strada 143 poesie pubblicate
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PROLOGO Prima di ogni contesa pronto a fuggire da un'indomabile smania. CORSA Sono la strada baciata dal tubolare della tua bici sono una faccia di rughe che morde il volto della tua fatica mi vedi appena lì sotto e non mi hai raggiunto ancora disegno il tuo futuro all'orizzonte dei tuoi sforzi dietro la curva il riposo per l'eterna attesa degli occhi. Mille tornanti un sol ritmo nel petto, pedalando verso me stesso esplorando la sofferrenza di ogni colpo in fondo alla pedivella dove l'uomo si fonde alla macchina violentando a colpi di volontà la propria volata. Un diavolo rosso come un Pantani un Coppi, un Bartali, un folle Girardengo uno scalatore di tappa, per la maglia in cima alla salita, cavaliere di una meccanica ferraglia che tramuta gli uomini in note la strada un pentagramma. Mi affianca la storia che neanche mi sfiora passo un viso che m'innamora; se vinco se perdo se c'è il mio rivale impennerà questa triste strada anche per lui che non vuole sudare. Staccare tutti per correre da solo, per accarezzare la vetta bussare all'azzurro del cielo. Perché al comando rimane un uomo solo passista tra borracce cambi, treni e gregari domani ci sarà da attaccare ancora. La differenza è nelle legnose gambe la differenza è nella fatica nera, allora scorderò gli altri in sella e partirò per abbandonare la via più breve e arrampicarmi tra la folla sulla vita giù dai monti scoscesi nel coraggio della passione, della dignità gioiosa per l'avversario che se sarà primo avrà il mio rispetto. PASSEGGIATA FINALE Scivolare sopra la strada come il sudore sulla fronte madido e silenzioso col desiderio di non essere solo una linea tra due punti della corsa, essere la gara. Alla prima fontana butterò la bici addosso al muro mi disseterò prima di raggiungermi e ritrovarmi sulla linea bianca finale per il solo gusto d'arrivare senza titoli né lancette per questa gara senza biglietto dove l'equilibrio è movimento dell'anima cercherò di tener duro nel mio sciolto pedalare ancora in mezzo ai campi con il sole stagliato davanti prima di sentirmi un ciclista contento.
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Un inno a questo sport che amo tanto, che tanto è discusso, ma che ha molto ancora di eroico; per chi pedala... come diceva il poeta Alfredo Oriani:"Il piacere della bicicletta è quello stesso della libertà. Andarsene ovunque, ad ogni momento, arrestandosi alla prima velleità di un capriccio, senza preoccupazioni come per un cavallo, senza servitù come in un treno. La bicicletta siamo ancora noi che vinciamo lo spazio e il tempo".

L'autore
Emanuele Strada

Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.

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