De senectute
Orme confuse segnano il cammino
percorso con la nuova compagnia
di una imbelle vecchiezza
che riflette l’errore in cui
negli anni verdi,
stolti e incuranti di realtà diverse,
ciecamente fidiamo, essa fingendo
a noi stessi qual fase
di leggendario raccoglimento,
di meditazione sorretta dal riposo,
di selezione avara
nel crogiolo ove esperienze e apprendimenti
forgiarono la pietra del sapere,
di semina, infine, di tal bene,
venerata, con deferenza accetta.
Quanto discordi le orme primeve
che affondavano nette nel terreno
segnando altrui il cammino,
vigorose, orgogliose, ponderate.
Vecchiaia iniqua, che non hai contezza
di mutamenti, che ti aggrappi
al passato, defunto e seppellito,
che con te porti solo smarrimenti,
incertezze, malanni e che di peso
di tua inabilità fai a te scudo
risibile, che nulla aggiungi al mondo,
pescando nel crogiolo
non già saggezza, solo vituperi.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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