Caminito
Gesuino Curreli
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Caminito...
e non passo mai più
dove un giorno ci prendemmo per mano
e intrecciammo le dita sudate,
al riparo del sole sovrano
che annunciava imminente l’estate,
lungo il bordo di lecci bagnato
di polvere e di poca rugiada...
Pestava i fili d’erba per gioco
e non lasciava la stretta
librando dall’altra la destra
per tenersi danzante ed eretta
lungo la striscia che sfidava
come fosse una danza sul fuoco.
Caminito...
Non ho fra le dita una mano,
e la corsa non è più la stessa,
né la farfalla continua leggera
il suo volo sul suolo nostrano.
Caminito...
Non trovo il momento stasera,
e il ricordo è un volo mesto sul piano
che osservammo con la mano sul mento
per confessarci meraviglia sincera.
Caminito...
Quel tempo è finito
e il ricordo porta tutto lontano.
Caminito...!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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A
Antonio Terracciano13 agosto 2012
Poesia nel più puro spirito "tanguero" questa del Curreli, fin dal titolo, uguale a quello di uno dei più famosi tanghi ("Caminito que el tiempo ha borrado / que juntos un dia nos viste pasar, / he venido por ultima vez, / he venido a contarte mi mal (...) Desde que se fue, / triste vivo yo; / caminito amigo, / yo también me voy (...) ") . E, come nella famosa canzone del 1924, in questa poesia si respira l'aria triste del tempo che passa e, in più, si gode delle leggiadre immagini (come il librarsi della mano della fanciulla) che il Maestro ha voluto generosamente regalarci.
