Mi dissi parte.
Mi dissi parte, e lei sorrise,
dei suoi continui assenzi
delle sue gambe attente
dell’imbrigliare sogni che come caramelle scarto
e cadono su reti e materassi
nel mio cuore cuscino
di trapunta cervello.
Squagliati pensieri le mie scarpe,
stringhe ai dolori,
cadono sulla tazza del cesso
ed è complesso
di forme e di colori
in una foto consumata…
Cammino, senza meta,
e mi ritrovo
e ti ritrovo…
Forse eravamo amici
forse parlavamo di noi
ma non c’era verso d’incontrarci
di vivere sotto lo stesso tetto…
Oggi, che tutto e niente,
parlo della nostra fine
in questa camera chiusa
al vento e alle farfalle
al sole e al tuo sognare…
Così, per non morire,
raccolgo calze e mutande
da posare nella cesta del passato
davanti allo specchio bastardo
che evidenzia il mio lento calvario.
Stanotte ho sognato di scopare, forse, perché c’era troppa polvere nella mia stanza!
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