Inno all'amore
Gesuino Curreli
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Coperto il velo di anni sulla storia,
avremo nudi i corpi e muto il cuore
davanti al nulla privo di bagliore,
al dopo che spaventa e che ci ingoia.
L’epilogo del magico splendore
con cui si adorna il tempo della vita,
la nemesi benigna e già sbiadita
per riparare un danno o qualche errore
di un’esistenza fragile e finita.
Ma non si paghi mai per quell’amore
che tanto ci sedusse con le fiamme,
quello che elesse vergini le mamme
consacrandole al male e al disonore.
Il senso che comanda poi accende
i corpi di insanabili piaceri,
e il voluttuoso lume a cui propende
il volo della brama nei leggeri
vortici irrefrenabili e trascende
ogni ragione umana che non spieghi.
Oh no! Per quell’amore non si paghi
per colpa dell’ipocrita menzogna
che diede al dolce frutto la vergogna
di veste indecorosa a suon di vaghi
e petulanti moniti di gogna.
C’è un dio che benedice amor profano
e infonde l’indicibile nel cuore
che fa vibrare i corpi e di sudore
li irrora nel momento che la mano
si stringe all’altra mano con fervore.
Quel dio sta nel perché di anime e cose,
dentro il mistero di passione umana,
fu in noi come la luce che si sgrana
come l’essenza in petali di rose,
come l’eco che irrompe e si allontana
dalla voce a cui prima non rispose.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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