Cenere
Cenere calda e incandescente,
cenere di echi lontani o forse di disegni
dai contorni ormai troppo sfumati,
cenere dei miei passi intrisi nella melma
di questi profondi boschi
che mi affatico ad attraversare.
Cenere ovunque,
la sentivo fra i polpastrelli
sotto le unghie diramarsi
attraverso le vene su per il braccio,
fino al liquefarsi in lacrime alla vista
ormai troppo arrugginite.
Ma non sarà troppo
lacerato il filo d'Arianna
che mi è stato regalato dal fato?!
Eppure non smettevo mai
di chiedermi cosa
tenesse aggrappato ai
soli neri dei miei perchè,
le sempre nuove ma stridenti
visioni di cieli ristoratori
incontaminati dal grido d'un gabbiano.
Era ancora cenere?
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