Ho giunto
Gesuino Curreli
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Ho giunto le mani col silenzio
e ho riempito il tuo volto di preghiera,
ma tu mi fissi e sembri assai severa
con le scaglie antracite dei tuoi sguardi.
Chino il capo e mi trafigge il pianto,
e mi è facile più che la poesia,
perché non c’è finzione
nello sgomento caldo di emozione,
nulla che si pieghi al plauso di chi ascolta.
Sto solo con la volta
infinita del cielo dove svetta
la mia incredulità senza confronto...
avrà spazio stanotte la civetta
con il suo canto amaro
per scandire con il campanile
le ore d’ansia umida a chi aspetta...
Passerà la sera il suo pastello blu
sull’oro dei meriggi e dei respiri
che inalano i vapori dell’arsura.
Chissà se tacerà la mia paura
sulla soglia della notte densa
di sibili e dei pettegolezzi delle rane,
come sembianze di presenze strane
dentro il silenzio di chi tace e pensa...
A quel silenzio ho giunto le mie mani
e ho riempito il tuo volto di preghiera.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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