E quando la poesia
Gesuino Curreli
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E quando la poesia sarà già spoglia
come d’autunno gli alberi,
a chi dirò dell’empito e la voglia
di fare belli il pianto e la miseria
degli ultimi ingannevoli bagliori?
Non voler sollevare gli occhi al cielo
per aver perso il dialogo interiore,
a chi, se anche il riverbero del cuore
avrà ammansito le folli premure?
Invocherei alla lama di una scure
il taglio repentino del cordone
che lega il corpo all’anima,
la fine dell’affanno e l’intenzione
di smettere la corsa claudicante.
Non avrà senso il mio respiro ansante
nel grigio martellare delle ore,
sarà agrodolce il gioco mendicante
un po’ di pena all’ ultimo terrore,
vicino al vuoto di tutta la storia,
se non sospenderò un ultimo verso
rinviando la metrica a domani,
perché farà difetto la memoria...
Meglio il nulla, meglio il nulla!
L’oblio di ogni parvenza di ragione
per cui si è corpi figli della luna
da cui avemmo l’anima e la pena.
Meglio il nulla, meglio il nulla!!
Il fondo più profondo, dove é scura
la terra aspra e benigna che baciai,
amata amante, come ogni altra vena
irrorata dal sangue al quale mai
seppi dire di “no”, e amai
finché fui prim’ attore nella scena.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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