Violetta e l'asfalto

Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
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E' un incontro di solitudini, quello tra Violetta e uomini sempre diversi. Ella "stringe gli occhi", per non ricordarne i volti mercificando ciò che potrebbe essere donato semplicemente con amore, piangendo e tremando ogni volta al freddo della sera, che è anche freddo di una vita, violentata, ancor prima che da mani diverse, anche da beceri sguardi. Ogni volta, cambian le automobili ed il nome degli avventori, ma la solfa è sempre la stessa: "svendite d'anima tra lenzuola estranee". Mentre un monumento all'amore decaduto troneggia nel suo salotto d'attesa: una "pianta ...con profilattici appesi". Ogni sera, si ricomincia e ferite si riapron, mentre in attesa ella si riscalda davanti ad un falò acceso per cacciar via il gelo della vita.

