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Donne 2 settembre 2012 · lettura 2 min · 4052 letture

Violetta e l'asfalto

Emanuele Strada 143 poesie pubblicate
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Violetta notturna, che la nuda notte ti difenda come una Venere al vento su un palcoscenico di cemento concedi la tua arte in un'incontro di solitudini. Nel tuo inganno di trucco e tacchi vai e vieni lunghi capelli biondi sul marciapiede le calze a rete da lampione a lampione venti passi di finti sorrisi da penombra a penombra pochi spiccioli per ogni lacrima mille passaggi per un'unico infelice traguardo passeggera di molti uomini viaggiatrice di misere passioni sali sulle macchine come sui corpi stringi gli occhi per non ricordarti i volti fai merce di quel che amor vorrebbe donare. Piangi sempre, ogni volta che scendi tremi al freddo di questa vita violentata dagli occhi prima ancor che dalle estranee mani. Donna, Dea, la povertà ti insegna i gesti delle tue mani che ormai sanno esplorare il corpo degli altri fino ad arrivare al cuore dove trovi un soldo di legno e stasera altri fari indagheranno il tuo sguardo ed il solito destino che ogni volta cambia nome e targa per lacerare il comune senso di un pudore; tra lenzuole straniere cavalchi l'angoscia su detriti di uomini in questa lenta notte di svendite d'anima. All'aperto nel tuo salotto d'attesa c'è una pianta dai bianchi germogli profilattici appesi in ricordo di quei fremiti separati dal cuore monumento al deceduto amore, con mano esile e carezze di ombra sai spegnere lacrime ne dissolvi il dolore in minuscole gocce stillate dal corpo a colmar le ferite che ogni sera riapri nell'attesa snervante di scaldarti le gambe attorno ad un falò sull'asfalto congelato come alle volte è la vita.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Il nome Violetta nel titolo e nel testo è assolutamente di fantasia e senza alcun riferimento a persone esistite. E' una citazione del titolo dell'opera "Violetta notturna" del poeta russo Aleksandr Blok (1880- 1921).

L'autore
Emanuele Strada

Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.

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Commenti (1)

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stelsamo3 settembre 2012

E' un incontro di solitudini, quello tra Violetta e uomini sempre diversi. Ella "stringe gli occhi", per non ricordarne i volti mercificando ciò che potrebbe essere donato semplicemente con amore, piangendo e tremando ogni volta al freddo della sera, che è anche freddo di una vita, violentata, ancor prima che da mani diverse, anche da beceri sguardi. Ogni volta, cambian le automobili ed il nome degli avventori, ma la solfa è sempre la stessa: "svendite d'anima tra lenzuola estranee". Mentre un monumento all'amore decaduto troneggia nel suo salotto d'attesa: una "pianta ...con profilattici appesi". Ogni sera, si ricomincia e ferite si riapron, mentre in attesa ella si riscalda davanti ad un falò acceso per cacciar via il gelo della vita.