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Ribellione 7 settembre 2012 · lettura 2 min · 2046 letture

Rincorse

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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riempivamo così i nostri pomeriggi fra discese e salite scorgendo ogni tanto tramonti talvolta aurore in una piega un sospiro e arcobaleni giganti di paglia prendevamo fuoco nei tasti d’un piano scordato ed erano dita rincorse d’inchiostro umido su schiene inarcate file di formiche su dorsi di mani vuote ci cercavamo perdendoci dentro pupille dilatate cicale ubriache arsi di notte perenni di giorno sfogliando libri abecedari muti socchiudendo gli occhi a volte non ti vedevo ma rincorrevo aironi e con loro mi alzavo in volo e andavo lontano mi cercavo mentre snodati i giorni attorno al mio asse obliquo snervano fianchi con troppi ammaraggi ti sbiadivo mi cercavi liquida svanivo nelle tue lacrime senza chiamate senza risposte senza fermate mi cercavo e non capivo -la tua pelle il tuo sguardo catturare il tuo perderti- sentivo nei tuoi pensieri e ti odiavo mi cercavo in mille passi e capogiri nella luna che si negava nella pioggia che batteva nei tuffi da deliri alieni mi cercavo sfumandoti dalla mia vita mentre tu sostavi negli anfratti segreti del mio rimorso di vetro e ti odiavo e non mi trovavo
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (3)

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EnzoL7 settembre 2012

un testo amaro e vero, una ricerca senza fine, poiché fino a che non 'troviamo' noi stessi, non accettiamo noi stessi, come anche non amiamo noi stessi, non possiamo trovare nessun altro. sembra quasi una rincorsa che gira in tondo, un cane che si morde la coda... fino al triste epilogo che sfocia in un odio che è rivolto più a sé stessi credo... ottima

Azar Rudif7 settembre 2012

Un cercarsi senza sosta e senza trovarsi come se ognuno seguisse una propria strada senza mai incrociarsi o, meglio come se ognuno andasse a vele sciolte. Velieri inpreda alle onde ed ai venti. In tal caso meglio issar le vele più grandi e farsi trasportare lontano dal vento.

Giovanni Perri8 settembre 2012

"sentivo nei tuoi pensieri": questo bel verso d'amore (attanagliato, scheggiato, protetto) è il corrimano d'una scala elicoidale. Salirla e scenderla in un affanno, scuoterla, capovolgerla, accarezzarla, è il più bel ritratto dell'amore che potevi dare.