Lenzuola e fiordalisi
Pelle nella pelle,
mani sulle mani,
il tuo tocco che segue
le dune dei miei tabù
e oscilla prepotentemente
fra il caldo suono
dei tuoi respiri e le crespature
dei miei capelli nero pece.
Ed io, pieno simulacro dei tuoi fianchi,
divengo calce viva dei tuoi grattacieli
di marzapane su palafitte
in rame rossa innalzati.
Dopo il fragore iniziale,
ogni cosa si ricompone.
E mentre mi dondolo
su questa luna stanca,
tu che colori i miei seni
scarni del fuoco vivo
delle tue mani.
Ed è un attimo soltanto,
aliti di vento ci circondano,
e dalle mie labbra gonfie
è estasi bianca
il mio respiro finale.
Incantevole giocare
a inseguire stelle rotte
su di un cielo arso
di lenzuola e fiordalisi...
©
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