Ma non sapremo mai
Gesuino Curreli
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Ma non sapremo mai cosa ci aspetta...
Noi poveri cantori di borgata
facciamo il verso alla poesia diletta,
ma non spremiamo l’uva profumata
che viene giù dai tralci del talento.
Proviamo ed è una prova di ardimento,
densa di vanità e di tanta fretta.
Avrei voluto i succhi che rammento,
l’ardore dei vitigni di Barbagia,
per superare la dolce bambagia
di versi molli dal sapore spento.
Siamo cantori di un mondo minuto
e tutto quanto in breve si raccoglie
attorno al verso gracile, e le spoglie
generano pianto roco e sconosciuto
a chi cibi il suo senso di altre voglie.
Ma non sapremo mai...
Non sapevamo d’essere poeti
né che avremmo parlato per colori,
non sapevamo che di tanti amori
avremmo celebrato solo quella,
perché non sapevamo che una stella
può essere già spenta
quando ci vesta dei candidi bagliori.
Ma non sapremo mai, oltre la siepe
che cosa l’infinito ci nasconda,
se una guerra cruenta e furibonda
o l’orrido più nero fra le crepe
di un’altissima vetta che sprofonda.
Ma non sapremo mai... E dunque sto
nell’incredula posa che vacilla,
come la luce a volte quando brilla
e poi si oscura, e poi ritorna un po’!
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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