Delirio d'autunno

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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un bel testo che racchiude in sè archi temporali, tra inquietudini nere e luce a sprazzi ondeggiano spesso le nostre sensazioni da una parte all'altra e molto spesso (almeno io) non capisco il perché quasi fosse un auto regolazione dell'umore, forse, è utile per noi, saltare da una parte all'altra, così da conoscere profondamente il proprio io, sia in caso di sole che di pioggia apprezzata, come sempre
sensazioni che sono un turbinio di emozioni contrastanti, anche contraddittorie, ma che evidenziano uno stato d'animo a tratti confuso, stanco, abbandonato a un divenire che attende. Un'anima inquieta si e no... consapevole e inconsapevole, che si prende e che si lascia. Uno specchiarsi per scavare angoli bui... forse. (così mi arriva...)
Un delirio che passa da un'inquietudine all'altra, descritte con ricchezza di immagini ed emozioni. Coinvolgente, rispecchia l'anima. Piaciutissima tutta, particolari i labirinti senza sosta, i viaggi senza gambe e l'apnea della terza strofa



