Eredità vacua
ascoltami,
nella vitrea autoflagellazione
è insita la rotta dalla vita
dalla disfatta nel mondo
poi, il colpo di grazia all'ultimo residuo
di battito svetta nel fumo del cannone
e la sua cavalcata sarà l'ultimo rumore
prima della dilaniazione dell'unica cosa buona
fidati, per quanto si provi a saldare la presa
il sangue e il dolore sfiniscono il tuo legame
e in uno schiocco sordo svanisce anch'esso
poi? soltanto il vorticoso, rinfuso nulla
Ridi dell'uomo che tutto cura e fiero difende
la conquista di una ciotola in una gabbia di ferro
ma temi le sue palpebre cucite e mani di pezza
stigmatizzate dai fili di mille mangiafuochi
Infine, per quanto il tuo dio te lo imponga
non combattere l'uomo allo specchio neppure in nome suo
perché di mille morti atroci avrai pena di morire
e il senno mai ti porterà laddove tutto ebbe inizio
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Commenti (1)
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E
Estrella17 febbraio 2007
Eh Eh Eh! Mi sa che qui c'è l'erede del ben più noto tra i noti... Simile nello stile... Uhmmm, o qualche dubbio... (indagherò! )