Hallucinations?
Jeannine Gérard
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+ Segui

Le plaisir
a fui mon lit
pour aller se vautrer
dans d’autres lits
plus alléchants.
Ainsi,
me voilà vieille
comme si j’avais
mille ans.
Quelle surhumaine
exaltation
soutient mon esprit
tandis que mon corps
affaibli
réclame le sommeil
et l’oubli.
Combien de fois
la nuit m’a surprise
oubliant la loi du repos
que l’obscurité impose.
Je n’ai plus de passions,
même plus de désirs.
J’ai perdu le sommeil.
Je ne sais plus ce que c’est.
Comment appeler
cette torpeur
qui pèse
sur mon cerveau
et le remplit de rêves
et de souffrance.
Un délire amer et sombre
plane sur mon âme
privée de l’extase.
La nuit n’a plus pour moi
qu’une atmosphère avare
et desséchante.
Un spectre y passe et y repasse
sans cesse.
Lamentable et plus hideux
chaque nuit.
Oh! Comme il revient souvent!
Comme il m’appelle,
comme il me convie!
Il me devance, m’abandonne,
disparaît...
mais quand il se retourne,
ce n’est qu’un démon ironique,
et grossier...
Et je m’éveille
baignée de larmes et de sueur.
Tel est ma rêverie
quand vient la nuit:
âpre, terrible, déchirante!
Image de la vie
ou hallucinations du sommeil?
Allucinazioni?
Il piacere ha fuggito
il mio letto
per andare
a crogiolarsi
in altri letti
più allettanti.
Così,
eccomi vecchia
come se avessi
mille anni.
Quale sovrumana
esaltazione
sostiene il mio spirito
allorché il mio corpo
indebolito
reclama il sonno
e l'oblio.
Quante volte
la notte mi ha sorpresa
dimenticando
la legge del riposo
che l'oscurità impone.
Non ho più passioni
nemmeno più desideri.
Ho perso il sonno.
Non so più cosa è.
Come chiamare
questo torpore
che pesa
sul mio cervello
e lo riempie di sogni
e sofferenza.
Un delirio amaro
e oscuro
plana sulla mia anima
privata dell'estasi.
La notte non ha più per me
che un'atmosfera avara
e scarna.
Uno spettro passa e ripassa
senza tregua,
pietoso e più orrido
ogni notte.
Oh! Quante volte ritorna!
Come mi chiama,
come m’invita.
Mi precede, mi abbandona,
sparisce ...
Ma quando si rivolta,
è un demonio ironico
e grossolano...
E mi sveglio
bagnata di lacrime
e di sudore.
Tal è il mio sogno
quando viene la notte:
aspro, terribile, straziante!
Immagine della vita,
o allucinazioni del sonno?
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L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (2)
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Elle19 settembre 2012
Magnifici versi... strazianti eppure dolcissimi. Si guardano dentro e sono ricchi di poesia e sono così nudi nel raccontare la propria notte. L'impetuoso che c'è in noi forse crea allucinazioni?... Credo sia tanta passionalità che proprio non riesce a trovare quiete... e preferisce gustarsi ogni momento della sua vita, col rischio di addormentarsi quando è già mattina.
C
Claudio Toccafondi19 settembre 2012
La solitudine e la forza dei ricordi suscitano sogni, pensieri e pulsioni così vividi che può sorgere il dubbio che si tratti di allucinazioni. L'Autrice compone un racconto assai coinvolgente, drammatico e toccante, con versi di grande bellezza e compostezza. Da leggere e rileggere.

