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Introspezione 19 settembre 2012 · lettura 3 min · 2342 letture

Hallucinations?

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
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Le plaisir a fui mon lit pour aller se vautrer dans d’autres lits plus alléchants. Ainsi, me voilà vieille comme si j’avais mille ans. Quelle surhumaine exaltation soutient mon esprit tandis que mon corps affaibli réclame le sommeil et l’oubli. Combien de fois la nuit m’a surprise oubliant la loi du repos que l’obscurité impose. Je n’ai plus de passions, même plus de désirs. J’ai perdu le sommeil. Je ne sais plus ce que c’est. Comment appeler cette torpeur qui pèse sur mon cerveau et le remplit de rêves et de souffrance. Un délire amer et sombre plane sur mon âme privée de l’extase. La nuit n’a plus pour moi qu’une atmosphère avare et desséchante. Un spectre y passe et y repasse sans cesse. Lamentable et plus hideux chaque nuit. Oh! Comme il revient souvent! Comme il m’appelle, comme il me convie! Il me devance, m’abandonne, disparaît... mais quand il se retourne, ce n’est qu’un démon ironique, et grossier... Et je m’éveille baignée de larmes et de sueur. Tel est ma rêverie quand vient la nuit: âpre, terrible, déchirante! Image de la vie ou hallucinations du sommeil? Allucinazioni? Il piacere ha fuggito il mio letto per andare a crogiolarsi in altri letti più allettanti. Così, eccomi vecchia come se avessi mille anni. Quale sovrumana esaltazione sostiene il mio spirito allorché il mio corpo indebolito reclama il sonno e l'oblio. Quante volte la notte mi ha sorpresa dimenticando la legge del riposo che l'oscurità impone. Non ho più passioni nemmeno più desideri. Ho perso il sonno. Non so più cosa è. Come chiamare questo torpore che pesa sul mio cervello e lo riempie di sogni e sofferenza. Un delirio amaro e oscuro plana sulla mia anima privata dell'estasi. La notte non ha più per me che un'atmosfera avara e scarna. Uno spettro passa e ripassa senza tregua, pietoso e più orrido ogni notte. Oh! Quante volte ritorna! Come mi chiama, come m’invita. Mi precede, mi abbandona, sparisce ... Ma quando si rivolta, è un demonio ironico e grossolano... E mi sveglio bagnata di lacrime e di sudore. Tal è il mio sogno quando viene la notte: aspro, terribile, straziante! Immagine della vita, o allucinazioni del sonno?
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Rêves? Hallucinations? Anges? Démons? Va savoir ce que me réservent mes nuits insomniaques.31 maggio 2013
L'autore
Jeannine Gérard
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Commenti (2)

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Elle19 settembre 2012

Magnifici versi... strazianti eppure dolcissimi. Si guardano dentro e sono ricchi di poesia e sono così nudi nel raccontare la propria notte. L'impetuoso che c'è in noi forse crea allucinazioni?... Credo sia tanta passionalità che proprio non riesce a trovare quiete... e preferisce gustarsi ogni momento della sua vita, col rischio di addormentarsi quando è già mattina.

C
Claudio Toccafondi19 settembre 2012

La solitudine e la forza dei ricordi suscitano sogni, pensieri e pulsioni così vividi che può sorgere il dubbio che si tratti di allucinazioni. L'Autrice compone un racconto assai coinvolgente, drammatico e toccante, con versi di grande bellezza e compostezza. Da leggere e rileggere.