A fondo
A fondo,
nella verità di quest’arido mondo,
avveleno il coltello
nelle piaghe di piombo,
e finalmente, com’è dolce,
è la fine del mondo.
Il dolore,
ora che la soglia si rivela reale,
mi libera dai fantasmi,
dai ragni,
dall’ingombro,
del nostro amaro vagare.
Fantasia,
esile resisti,
rovina mia,
amorevole e folle mi detesti,
mi incatenavi ad un sasso,
e poi volavi via.
Ora è arrivato – dio,
quanto ho aspettato –
il lampo ghiacciato della crudeltà,
vivida grido,
splendo cromata nella libertà,
nasco alla sintesi, al moto, alla fatalità.
Niente è più immobile,
niente più ti ascolta,
il gelo ti ricorderà.
Tutto mi prende,
tutto mi attraversa,
il mondo mi ritroverà.
©
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